LITROTTO ROSSO – L’Archetipo

LITROTTO ROSSO – L’Archetipo

13,00

5 disponibili

ANNATA: 2016
FORMATO: 100cl
PAESE: Italia
REGIONE: Puglia
VITIGNI:Cabernet Sauvignon, Montepulciano, Merlot, Susumaniello, Primitivo
SUOLO: Arenaria e pelite, con notevole presenza di ciottoli e humus
ESTENSIONE VIGNETO: 19 ettari
ETA’ MEDIA DEL VIGNETO: 22 anni
TIPO D’IMPIANTO: Controspalliera libera
VINIFICAZIONE e AFFINAMENTO: Pigiadiraspatura, fermentazione spontanea in contenitori di acciaio inox tramite pied de uve e macerazione sulle bucce per 25-30 giorni. Affinamento in acciaio per 18 mesi con frequenti battonage.
SOLFOROSA: 35mg/l.
BOTTIGLIE PRODOTTE: 90.000 c.ca
GRADAZIONE: 13%
T° SERVIZIO: 16/18°

5 disponibili

COD: LITROTTOROSSO Categoria:

Descrizione

CARATTERISTICHE

Il Litrotto Rosso de L’Archetipo è un vino rosso semplice, di facile beva, morbido, fresco e beverino.

ABBINAMENTI:

Ottimo a tutto pasto.

COME E QUANDO APRIRE

Per apprezzarlo al meglio consigliamo di lasciarlo riposare dopo il trasporto. Consigliamo di lasciarlo “respirare” 15-20 minuti prima di gustarlo. Vino perfetto da bere subito.

PRODUTTORE:

FRANCESCO VALENTINO DI BENEDETTO - L'Archetipo

FRANCESCO VALENTINO DI BENEDETTO – L’Archetipo

Elena Pantaleoni

L’archetipo è un’azienda situata a Castellaneta, ai piedi della Murgia barese, non lontano da Altamura. Fondata da Francesco Valentino Dibenedetto, contadino dalla nascita, che in seguito diviene anche agronomo. Già dagli anni ’80 inizia la conversione dell’azienda all’agricoltura biologica passando poi, nel 2000, alle pratiche biodinamiche. Dopo qualche anno si accorge che c’è ancora qualche cosa che impedisce il ritorno alla situazione archetipica del suolo, dell’ecosistema, dunque anche della vigna. Ispirandosi alle pratiche non-interventiste di Masanobu Fukuoka, in cui le sinergie tra tutti gli anelli dell’ecosistema sono innescate, si passa all’agricoltura sinergica, per la quale, tra le altre cose, non si pratica più l’aratura.

Si imbarca in questa nuova avventura insieme alla moglie Anna Maria e ai suoi quattro figli: Carlo Nazareno, Domenico, Andrea e Maria Clelia. Si coltivano 50 ettari di terreno, di cui 30 sono destinati ai vigneti. In queste precise condizioni climatiche è possibile la valorizzazione delle pregiate uve di proprietà senza l’uso della chimica di sintesi, coltivando vitigni autoctoni come Primitivo, Aglianico, Negroamaro, Fiano e Greco e riscoprendo vitigni ormai dimenticati come Maresco, Marchione e Susumaniello.

In cantina, costruita integralmente in tufo, l’obiettivo primario è quello di lasciare invariato il gusto, il profumo e il colore del frutto; le fermentazioni avvengono esclusivamente per mezzo dei lieviti indigeni e non avvengono filtrazioni. Ne scaturiscono vini sinergici e puri.