“ C’è chi arriva all’osteria col proprio carretto od a cavallo dai paesi vicini, per fare i suoi affari in borgo, specie nei giorni di mercato o di fiera, rientrando alla fine a casa propria; ma c’era anche qualche viaggiatore che veniva di più lontano con cavalcatura, chiedendo di cena, e alloggio e stallo. Eppoi la mattina dopo si ripeteva la scena di quel quadretto comune a tutte le osterie: “Oste, facciamo il conto! – Un mezzo di vino, un asse di pane e due di companatico. – Va bene. – Otto assi per la ragazza… – Anche questo sta bene. E infine, due assi per il fieno del mulo. – Oh mio Dio, questo mulo mi manda in rovina…!”.

Fonte: Ed. “800 Melegnanese”

Era una locanda con stallazzo. Lo conferma la scritta sulla verde targa appesa alla parete, che riporta la data 1722, confermato anche dalla mappa di Melegnano dello stesso anno, prezioso documento scoperto da Don Cesare Amelli nel 1970 all’archivio di Stato di Milano, su questa preziosa mappa si nota chiaramente la posizione segnata dell’Osteria del Portone, dalla quale si dominava tutta la piazza castello e al di là del Portone verso la chiesetta dedicata a San Rocco, dove si estendevano orti e giardini e proprio lì nell’ 8 Giugno del 1959 l’Osteria del Portone fu testimone della battaglia di Marignano dove si scontrarono le truppe austriache, a rientro dalla battaglia delle 5 giornate di Milano con le truppe Francesi.
L’anima antica, l’Osteria del Portone, l’ha mantenuta, vestita però da un fascino contemporaneo.